Si è spento il giornalista Maurizio Mirarchi, tra i primi collaboratori del nostro giornale

BOLOGNA. Si e’ spento ieri sera a Bologna il giornalista Maurizio Mirarchi, per diciotto anni titolare della sede di AGI dell’Emilia Romagna.
Nato a Catanzaro il 16 luglio 1946, Maurizio Mirarchi mosse i primi passi nella carriera giornalistica nell’85 collaborando al neonato “Giornale di Calabria” diretto da Giuseppe Soluri, oggi presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Una passione, quella del giornalismo, che lo portò a lasciare il posto ‘sicuro’ di dirigente al ministero del Tesoro di Catanzaro, e a intraprendere la carriera professionistica. Tra le prime collaborazioni, anche “Radio Catanzaro 104” e la tv “Videosera”, poi l’approdo all’AGI, nella sede locale di Catanzaro, dove contribui’ da collaboratore a rafforzare il notiziario regionale della Calabria, il primo notiziario locale di un’agenzia di stampa italiana, destinato a fare scuola. Sono anni intensi dedicati in particolare alla cronaca della citta’, alternati con la famiglia e il lavoro nella pubblica amministrazione. L’assunzione come praticante giornalista arriva il primoa gosto del 1987 presso la sede centrale di AGI a Roma. Il tesserino rosso da professionista dopo un anno, il 13 maggio del 1988. Nella sede centrale dell’agenzia, Mirarchi si fece subito apprezzare per il suo impegno, lavorando al dipartimento Interni. Il primo dicembre del 1990 fu nominato inviato speciale. Segui’ in particolare il settore del turismo, ma si occupo’ anche di importanti fatti di cronaca. Tra l’altro, in Russia segui’ l’apertura degli archivi sui caduti dell’Armir, i soldati dell”ottava Armata italiana in Russia del Regio Esercito che tra luglio 1942 e marzo 1943 opero’ sul fronte orientale, in appoggio alle forze tedesche della Wehrmacht impegnate nella bataglia di Stalingrado. Da Roma, il primo novembre del 1993 fu trasferito a Bologna – divenuta sua citta’ di elezione – assumendo la titolarita’ della sede e venendo contestualmente nominato caposervizio. Nel capoluogo emiliano si e’ occupato dei maggiori fatti di cronaca e politica avvenuti in Emilia Romagna negli ultimi anni, tra cui la nascita e il percorso dell’Ulivo di Romano Prodi. Ha retto l’ufficio di Bologna fino a quasi 6 anni fa , quando – il 30 settembre 2011- ha raggiunto la pensione per limiti di eta’. Il direttore Giuseppe Soluri, redattori e collaboratori del Giornale di Calabria sono, in questo difficile momento, sinceramente vicini alla famiglia, alla moglie Ottavia e ai figli Francesco, Maria Grazie e Anna Claudia.