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De Biase: “A Lamezia sanità al collasso”

De Biase: “A Lamezia sanità al collasso”

“Strategie incomprensibili penalizzano l’ospedale di Lamezia Terme, la cui posizione baricentrica nella regione viene disconosciuta da indifferenza, scelte miopi e prive di buon senso”. Lo afferma Salvatore De Biase, già presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme.
“E’ quasi retorico precisare – continua – che l’Ospedale lametino, da sempre al servizio di un comprensorio di circa 150.000 utenti, da anni galleggia, oramai, in un mare di promesse, indifferenze, proteste, accorpamenti improvvisi e notturni, chiusura di servizi, consigli comunali aperti, impegni regionali, deputazionali, ministeriali, ecc. Pur tuttavia la ‘storia non cambia’. Il Giovanni Paolo II, è sempre ai limiti del collasso e si trascina, in un ‘lamentatoio’ quotidiano alla pari della struttura sanitaria, quasi smantellata, di Soveria Mannelli. Bene fanno e bene hanno fatto – prosegue – le associazioni di ogni ordine e grado, a riportare nei termini dovuti, la mala gestio e le penalizzazioni della nostra sanità. Non è servito a nulla gridare e sottolineare la posizione baricentrica della nostra struttura; l’accessibilità; la storia; la professionalità degli operatori. L’ascolto dei vari attori passati e presenti, hanno portato solo, una sanità emigrante e costi esorbitanti. Oltre al gravame per le famiglie. Abbiamo assistito a servizi sanitari chiusi, reparti cancellati, strutture inoperanti. E come dire: la sanità in Calabria non deve curare. Come se sulla salute dei calabresi occorreva risparmiare, spendendo in emigrazione e disagi. E allora da dieci anni paghiamo commissari, rimaniamo bloccati su un piano di rientro che non finisce mai di meravigliare in negativo e penalizzare la Calabria”.
“In tale contesto, Lamezia paga probabilmente il prezzo più alto. Dopo aver perso la sanità, come la storia racconta, perde giornalmente e oramai definitivamente – sottolinea De Biase – anche gli uffici amministrativi. L’Ospedale opera a Lamezia ma per qualsiasi cosa occorre rivolgersi a Catanzaro.  E i ritardi e le inefficenze? Li pagano gli operatori e i cittadini. Ma gli attuali Commissari, per Lamezia, non avevano detto solennemente che  il ritorno degli uffici essenziali, ed importanti, poteva essere imminente?  E allora?  Non è dispendioso mantenere gli uffici a Catanzaro?  Non si pagano i fitti per locali privati mentre Lamezia ha i locali di proprietà? Ma che scelta è? Che cosa è cambiato rispetto alle gestioni precedenti? Ma lo Stato (i Commissari), non dovrebbe rispondere, come nel nostro caso, ai principi di funzionalità, efficacia e risparmi?”.

“Sono in linea – precisa De Biase – con quanti oggi, ancora una volta, sono pronti a sollecitare, specie in presenza di una pandemia violenta, grave, ed invisibile, l’apertura di centri Covid; la riapertura del reparto di Malattie Infettive; la ripresa del già operativo OBI; la messa a regime del Centro Trasfusionale, quanto del Laboratorio Analisi, il miglioramento dell’assistenza territoriale. Ma non solo: occorre dare corpo alla promessa del reparto di Neurologia; all’ Hospice, così come affermato ripetutamente dal DG a suo tempo, Dr Giuseppe Perri;  attendere accorpamenti salutari (che Catanzaro, forse mai darà, perché l’utenza sanitaria lametina, deve salvare la ‘cittadella sanitaria’; saziare i grandi propositi della struttura universitaria del capoluogo; la quale potrebbe ambire egocentricamente, ad avere una forte mobilità lametina)”. “Dopo tutto ciò, oltre alle assunzioni promesse e ancora sottaciute e tanto altro, bisogna fare i conti – osserva De Biase – con una disorganizzazione evidente e lamentata giornalmente da parte dell’intera struttura, per mancanza di essenzialità come: gestione della manutenzione quotidiana, fatta di ritardi e inascoltati solleciti, che si accompagnano a materiale elettrico, idraulico, carente e ritardato; mancata assistenza sui computer, fotocopiatrici, assenza di carta e  di toner; accessi incontrollati, (ad ogni ora e da qualsiasi luogo possibile, si entra e si attendono risposte in assembramenti presso CUP, Ticket, e luoghi di prenotazioni in genere); assenza di linee di percorribilità ben segnalate. Gli uffici sono troppo lontani e assenti. Sicuramente dopo la centralizzazione della Direzione Sanitaria e Amministrativa, la distanza e i disservizi, sono evidenti e denunciati”. “A questo punto – conclude De Biase – ci auguriamo che le annunciate dimissioni della struttura commissariale che governa la sanità calabrese trovi un riscontro concreto nella realtà e si possano aprire nuove prospettive per l’ospedale di Lamezia Terme. Ai posteri l’ardua sentenza”.

redazione@giornaledicalabria.it

 

 

 

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