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 Ponte sullo Stretto, via libera del Cdm al decreto

 Ponte sullo Stretto, via libera del Cdm al decreto

Il governo guidato da Giorgia Meloni rilancia il progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Un provvedimento varato oggi dal Consiglio dei ministri, perorato in particolare dal vice premier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha avviato le pratiche per riattivare la società Ponte sullo Stretto, in liquidazione da aprile 2013, cambiandone l’assetto societario e la governance. Nella precedente configurazione l’ente era in capo per la maggior parte ad Anas, con quote di partecipazione in mano anche a Rfi alle Regioni Calabria e Sicilia. Ora invece il controllo dell’ente passerà nelle mani del Mef e del Mit.
Il governo prevede di far ripartire l’iter dal progetto definitivo del 2011, con collegamento su strada e ferrovia, che verrà adeguato alle nuove norme tecniche, di sicurezza e ambientali. Il nuovo iter autorizzativo dovrà bollinare il ponte strallato più lungo al mondo (3,2 chilometri). Nei giorni scorsi il Mit auspicava l’inizio dei lavori entro il 2024. Resta il nodo dei finanziamenti necessari. Il governo lavora per reperire risorse, nei giorni scorsi Salvini ne ha discusso, tra gli altri, con il vertice della Banca europea degli investimenti.
“E’ una giornata storica, non solo per la Sicilia e la Calabria, ma per tutta Italia. Dopo 50 anni di chiacchiere, il Cdm approva il ponte che unisce la Sicilia al resto di Italia e all’Europa, l’opera più green del mondo, darà lavoro vero a decine di migliaia di persone per tanti anni”, commenta Salvini.

Da secoli si discute della possibilità di unire Calabria e Sicilia attraverso il braccio di mare che separa il contintente dalla penisola e che nel punto più stretto è lungo poco più di 3 chilometri. Ma di volta in volta, tra costi molto elevati, difficoltà tecniche, zona ad elevato richio sismico e rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, l’opera è sempre rimasta su carta.
Già nell’800 il ponte sullo Stretto fu al centro di studi di fattibilità da parte del regno dei Borbone così come dei primi governi del Regno d’Italia, ma il costo eccessivo allora ne sconsigliò la realizzazione. Un dibattito interrotto dal devastante terremoto di Messina del 1908, che rase al suolo la città, ricordando l’elevata sismicità della zona.
Dagli anni ’50 del secolo scorso è ripartito il dibattito sulla realizzazione del ponte, sfociato nel 1969 in un concorso di progettazione che vide proposte che prevedevano ponte a diverse campate ma anche l’ipotesi di realizzare un tunnel sottomarino. Nel 1981 è stata costituita la società Ponte sullo Stretto, che ha realizzato diversi studi di fattibilità.
All’inizio degli anni 2000 l’opera riprende quota e con il terzo governo di Silvio Berlusconi nel 2005 si arrivò anche all’assegnazione di un appalto ad un consorzio temporaneo di imprese ma senza giungere poi all’avvio dei lavori. Durante il successivo governo guidato da Romano Prodi l’iter dell’infrastruttura si è interrotto nuovamente. Mentre nel 2012 l’esecutivo guidato da Mario Monti aveva detto di non essere intenzionato a riaprire il dossier, mettendo in liquidazione la società.

 

 

 

 

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