Personalizza le preferenze di consenso

Utilizziamo i cookie per aiutarti a navigare in modo efficiente ed eseguire determinate funzioni. Di seguito troverai informazioni dettagliate su tutti i cookie in ciascuna categoria di consenso.

I cookie classificati come "necessari" vengono memorizzati nel tuo browser in quanto sono essenziali per abilitare le funzionalità di base del sito.... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

Ponte sullo Stretto, la Cgil: “Non è l’opera necessaria per il rilancio dello sviluppo calabrese, siciliano e del Mezzogiorno”

Ponte sullo Stretto, la Cgil: “Non è l’opera necessaria per il rilancio dello sviluppo calabrese, siciliano e del Mezzogiorno”
“Non è il Ponte sullo Stretto, opera inutile e dannosa, l’infrastruttura necessaria a rilanciare lo sviluppo della Sicilia, della Calabria e dello stesso Mezzogiorno. Occorre un intervento dello Stato per costruire una programmazione mirata e coerente e disegnare un nuovo piano di sviluppo industriale”. È quanto dichiarano il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo e i segretari generali della Cgil Calabria, Angelo Sposato, e della Cgil Sicilia, Alfio Mannino.
I dirigenti sindacali sottolineano che “il progetto lacunoso del Ponte, che ha come presupposto un’analisi costi-benifici irrealistica, comporterebbe gravi impatti ambientali, paesaggistici e naturalistici, determinati anche dall’enorme problematicità della gestione dei cantieri disseminati in tutta l’area, e che metteranno in crisi per anni le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni”. Vi è poi un ulteriore aspetto che lo rende “dannoso ancor prima di essere realizzato”, ossia “l’esecuzione di espropri di case, terreni, immobili di privati cittadini, investiti dai disagi e costretti a lasciare l’abitazione per andare non si sa dove e neppure con quale indennizzo”.
Per Gesmundo, Sposato e Mannino “è un grave errore considerare la realizzazione del Ponte l’elemento strategico della modernizzazione infrastrutturale del Mezzogiorno. Riteniamo invece prioritarie la realizzazione dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, che rischia di fermarsi a Romagnano; il completamento dell’elettrificazione e messa in sicurezza della ferrovia jonica Sibari-Reggio Calabria; il miglioramento del sistema di mobilità dell’area centrale dello Stretto; il completamento della Messina-Catania-Palermo e il raddoppio della Messina-Catania-Siracusa che continuano a procedere a rilento. Indispensabile è poi la messa in sicurezza del sistema autostradale Siciliano e Calabrese, portando a compimento la realizzazione dell’E90 (Ss 106), meglio conosciuta come la ‘strada della morte’”.
Per i segretari della Cgil “è essenziale riaprire una nuova stagione di programmazione per le due regioni, le cui potenzialità di sviluppo socio economico sono frenate dall’involuzione delle politiche messe in atto dal Governo nazionale e dai Governi regionali, che colpiscono le popolazioni e indeboliscono lo stesso sistema produttivo”. Tra queste vi sono “la centralizzazione delle Zes, lo smantellamento del Reddito di Cittadinanza, la revisione del Pnrr che definanzia molte opere strategiche, il blocco del Fondo di Sviluppo e Coesione e la sottrazione di 2.100 milioni alle due regioni, lo svuotamento del Fondo perequativo infrastrutturale. Tutto in una logica neocentralistica che annulla il ruolo della Autonomie, soprattutto dei Comuni”.
“Occorrono un piano industriale di sviluppo per le due regioni – proseguono – che incentivi la produzione di energia, con investimenti nelle rinnovabili e portando a compimento le bonifiche dei siti contaminati; una politica dei trasporti che privilegi il trasporto pubblico locale e regionale; interventi radicali che affrontino decisamente le problematicità inerenti il dissesto idrogeologico e l’endemico disservizio della rete idrica”.
“Le ingenti risorse finanziarie disponibili tra Pnrr, Pnc, Fondi strutturali europei, fondi nazionali vanno spese nei tempi dovuti e in modo corretto e trasparente, sottraendole al pericolo di una gestione clientelare che possa aprire il varco a fenomeni corruttivi e di penetrazione delle mafie nel sistema degli appalti pubblici”, aggiungono infine. “Su tutte le questioni evidenziate – concludono Gesmundo, Sposato e Mannino – è indispensabile esercitare un’attenzione continua che promuova un controllo sociale assieme alla capacità di mobilitazione e di iniziativa del movimento sindacale”.

desk desk