Mondiale di rugby, tutti alla caccia degli All Blacks

Da venerdì 18 settembre è in corso il Mondiale di rugby valido per la World Cup 2015 che si concluderà il 31 ottobre con la finale di Londra. Tutti alla caccia della Nuova Zelanda campione in carica che, grazie al proprio costante strapotere esercitato negli ultimi anni nel mondo ovale, parte come grande favorita. La manifestazione sta entrando nel vivo ed i match fin qui disputati hanno regalato spettacolo, mete ed anche qualche sorpresa. Su tutte la clamorosa vittoria del Giappone sul Sudafrica per 34 a 32, con la meta finale nipponica che ha già scritto una nuova pagina di storia di questo fantastico sport. Giocate spettacolari e partite mozzafiato in attesa della fase finale (si qualificano le prime due del girone) che partirà sabato 17 ottobre. A giocarsi il titolo saranno probabilmente sempre le stesse Nazioni. Dai già citati All Blacks, alla loro settima partecipazione con due titoli ed una finale persa, al Sudafrica e l’Australia, anche loro per ben due volte sul tetto del mondo. Fino agli inglesi padroni di casa, che hanno sollevato il trofeo nel 2003. Ma occhio anche alle possibili sorprese come la Francia, il Galles o la Scozia. Outsider spumeggianti che potrebbero sorprendere tutti e arrivare alla finale di Twickenham. Venti Nazioni divise in quattro gironi, 620 protagonisti, un solo vincitore. Il girone di ferro è quello A dove una tra Australia, Galles ed Inghilterra andrà fuori dai giochi. Propri i padroni di casa rischiano di abbandonare la competizione anzitempo e si giocheranno tutto nel weekend contro l’Australia dopo essere stati messi al muro dal Galles. Uno psicodramma quello inglese diviso a metà tra gli insuccessi della “Rosa” ed un mondiale dagli affari record. La rassegna sta andando infatti oltre le previsioni, con una stima di quasi 3 milioni di tifosi che si riverseranno nella Terra della regina durante la competizione. 48 partite, 11 città coinvolte, 13 invece gli stadi, sempre pieni, con oltre 50.000 spettatori a match. Numeri da capogiro, legati soprattutto agli ascolti televisivi, oltre ai milioni di utenti nel mondo che vedono le partite via web. Nel girone B per il momento comanda la Scozia che sfiderà il Sudafrica, secondo, sabato. In quello C, a giocarsi il secondo posto, dietro la Nuova Zelanda, quasi sicuramente saranno i Pumas argentini. Il gruppo D è quello che vede coinvolta la nostra Nazionale. Al momento gli azzurri, alla loro ottava partecipazione mondiale, sono terzi dietro a Francia e Irlanda, che comanda il girone con 10 punti. Proprio gli irlandesi saranno i nostri prossimi avversari nella sfida di domenica. Dopo la debacle contro i francesi nel primo incontro (10-32), i ragazzi del CT Brunel hanno ritrovato fiducia e punti battendo il Canada per 23 a 18. Una vittoria sofferta, piena di difficoltà, quella centrata a Leeds. Fondamentale. Non solo per sperare ancora nel “miracolo dei quarti” ma soprattutto per non compromettere la qualificazione diretta a Giappone 2019 (si qualificano le prime tre di ogni girone). Fiducia dunque ritrovata dopo aver interrotto la striscia di sei k.o. consecutivi ma adesso c’è da gettarsi nella mischia, nel prossimo proibitivo impegno contro gli irlandesi. Che però i nostri hanno il vantaggio di conoscere bene essendo tradizionali avversari nel torneo delle Sei nazioni. L’Italia non ha mai superato il primo turno ed in molti sperano che questa possa essere la volta buona. Battere la Romania, nell’ultimo incontro, potrebbe però servire a poco se non si fa l’impresa contro i Greens. È arrivato il momento di placcare la seconda squadra del ranking mondiale. Per alcuni protagonisti del nostro rugby, made in Italy, come il capitano Sergio Parisse o Martin Castrogiovanni, è forse il tempo di centrare un obiettivo storico. Sovvertendo i pronostici nella massima competizione internazionale. Tutti pronti dunque a vivere un mese di grande rugby a 15, fino all’ultima meta. Di solito, la coppa, in sei delle sette edizioni precedenti, è sempre rimasta nell’Emisfero Sud tra i neo zelandesi, i cugini australiani e gli Springboks sudafricani. Una volta ha vinto l’Inghilterra. E chissà che magari anche in questa ottava edizione, la coppa resterà in Europa, placcando la tradizione. Per riscrivere anche la geografia del più appassionante evento della palla ovale.
Matteo Pirritano