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Misiti (M5S): “Orgoglioso del lavoro che ho fatto”

Misiti (M5S): “Orgoglioso del lavoro che ho fatto”

 

“Stiamo lavorando bene e anche tanto, solo che raramente, ma molto raramente, i media, ci dedicano la giusta attenzione. Certo, forse è mancata una certa concertazione, diciamo così, tra noi parlamentari, che, probabilmente, ci avrebbe consentito di raggiungere altri obiettivi, ma nessuno è perfetto. Probabilmente è il dazio che paghiamo per la nostra inesperienza”. Massimo Misiti, deputato del M5S e componente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, poi di quella per gli Affari Sociali, da quando si è insediato il governo Draghi, traccia un bilancio del lavoro svolto nel corso della legislatura. Ortopedico, nato a Reggio Calabria, ma cosentino d’adozione, quattro anni fa Misiti è stato candidato dal Movimento Cinquestelle ed  è approdato, contro ogni aspettativa, agli scranni della Camera dei Deputati, primo eletto nel Collegio uninominale Castrovillari-Paola, con 47.443 voti, pari al 45,25%, superando Andrea Gentile, anch’egli oggi in Parlamento perché subentrato a Roberto Occhiuto, diventato presidente della Regione.
“Io  – spiega – credo di avere onorato il consenso espresso dai calabresi nei miei riguardi con un lavoro che non occupa le prime pagine dei giornali o dei telegiornali, ma che ho svolto con profondo spirito di servizio e con la serietà che il ruolo di parlamentare richiedono. Il percorso e l’attività politica dei parlamentari si percepisce e si valuta oltre che dal lavoro eseguito nelle commissioni e in aula, anche dall’attenzione ai temi e alla trattazione degli argomenti che poi si trasformano in atti prodotti e che lasciano una traccia scritta”. In cosa si è tradotto il suo lavoro parlamentare? “Ci sono due leggi approvate  – spiega – e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale che portano la mia firma. La prima riguarda la reintroduzione dell’ora di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie; la seconda ha introdotto l’obbligo dei defibrillatori automatici esterni. E ce ne sono altre nove che attendono di essere calendarizzate e, poi, discusse”.

I due provvedimenti riguardano il divieto della macellazione della carne di cane e gatto; l’istituzione di una speciale anagrafe tributaria per la razionalizzazione dei controlli eseguiti nei confronti dei soggetti esercenti attività commerciali, alloggiative e di somministrazione di bevande e di alimenti; modifiche in materia di assicurazione obbligatoria delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, “ma c’è la mia firma – sottolinea – anche su diverse norme che definiscono l’atto medico e la disciplina dei centri di riferimento di chirurgia articolare. Il mio nome è nell’istituzione di due commissioni parlamentari d’inchiesta: una sulla gestione delle risorse, sulla spesa sanitaria regionale e nazionale, sull’efficienza del Servizio sanitario nazionale e sugli errori in campo sanitario; un’altra sul conferimento di incarichi di funzione dirigenziale a soggetti estranei alla pubblica amministrazione. E c’è anche una mia proposta di legge costituzionale – dice –  che riguarda la modifica dell’articolo 99 della Costituzione, concernente la soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e l’istituzione del Consiglio economico e sociale per la democrazia diretta”.
L’attività lavorativa di un parlamentare, continua Misiti, “si valuta anche con la presentazione degli emendamenti che a mia prima firma per l’anno 2021 sono stati 73 e i temi trattati in particolare sono quelli che hanno riguardato la sanità e la disabilità”. Due sono argomenti importanti: “Il primo – sostiene – è la proposta di riforma del sistema dell’emergenza urgenza con tutte le sue sfaccettature che è nata da una stretta collaborazione con i dirigenti dell’Areu, Area regionale emergenza urgenza, della Regione Lombardia; l’altro è la proposta di istituzione della scuola di specializzazione di patologia vertebrale con il relativo corso di insegnamento e la creazione di reparti”.

Sia la prima che la seconda proposta hanno ricevuto un plauso a livello scientifico e tra gli operatori del settore. “E, poi, – ricorda – c’è il lavoro di collaborazione con l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, per la revisione dei Drg, il sistema di retribuzione degli ospedali per l’attività di cura, per quelle prestazioni sanitarie che non sono state ancora codificate per le prestazioni sanitarie ospedaliere”.
Per la professione che esercita e per la sua esperienza anche sindacale nel mondo della sanità italiana, sarebbe stato più congeniale e, forse, anche più funzionale all’attività  politica di Misiti far parte da subito della Commissione Affari Sociali, quella della Sanità, tanto per intenderci? “Non ho scelto io – dichiara – di non farne parte. È stata una decisione di chi dirigeva il movimento e chi coordinava i commissari in quel momento (all’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, ndr). In politica non sempre si può scegliere. E non sempre si ricoprono i ruoli o le cariche più congeniali o più funzionali. Così come può anche capitare di doversi difendere dal ‘fuoco amico’ e di non poter lavorare come si potrebbe e si vorrebbe”.

 

 

 

 

 

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