Meno male che Silvio c’è stato!

di GIUSEPPE SOLURI
Non si può più cantare “meno male che Silvio c’è” ma ora che Berlusconi è morto tutti, vecchi amici e antichi avversari, sembrano sentire il bisogno di dire “meno male che Silvio c’è stato”. Perché davvero Silvio Berlusconi ha segnato un’epoca lasciando una traccia visibile e indelebile. È stato lo spartiacque tra la prima e la seconda Repubblica e, comunque la si pensi, non è possibile non riconoscere la sua impronta negli ultimi 40 anni di questo Paese. È questo il ‘fil rouge’ che lega i commenti bipartisan dei leader politici e istituzionali e delle personalità la cui attività, in qualche modo, si è intersecata con la leadership berlusconiana. I funerali di Stato di Berlusconi si svolgeranno mercoledì -giorno di lutto nazionale proclamato dal Governo- nel Duomo di Milano. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -che parteciperà ai funerali di Stato a Milano- parla del “protagonista di lunghe stagioni della politica italiana e delle istituzioni repubblicane. Berlusconi è stato un grande leader politico che ha segnato la storia della nostra Repubblica, incidendo su paradigmi, usi e linguaggi”. La premier Giorgia Meloni ha scelto di affidare a un video, girato nel suo studio a Palazzo Chigi, il suo commosso saluto al Cavaliere: “Silvio Berlusconi era soprattutto un combattente. Era un uomo che non ha mai avuto paura di difendere le sue convinzioni. Con Silvio Berlusconi noi abbiamo combattuto, vinto, perso molte battaglie e anche per lui porteremo a casa gli obiettivi che insieme ci siamo dati. Addio Silvio”, ha concluso la presidente del Consiglio. “Silvio Berlusconi ha fatto la storia in questo Paese”, ha scritto Matteo Renzi. “Tanti lo hanno amato, tanti lo hanno odiato: tutti oggi devono riconoscere che il suo impatto sulla vita politica ma anche economica, sportiva, televisiva è stato senza precedenti”, ha sottolineato il leader di Italia Viva. Riposi in pace, presidente Berlusconi!