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“L’olio di oliva tra storia, archeologia e scienza”, l’interessante libro di Thomas Vatrano e Bakhita Ranieri (Servizio RTC)

“L’olio di oliva tra storia, archeologia e scienza”, l’interessante libro di Thomas Vatrano e Bakhita Ranieri (Servizio RTC)

“L’olio di oliva tra storia, archeologia e scienza”. Questo il titolo del libro di Thomas Vatrano, agronomo, e Bahkita Ranieri, archeologa. Il libro è stato presentato nei giorni scorsi nel Parco archeologico di Scolacium nell’ambito delle Giornate archeologiche del 7, 8 e 9 giugno e dell’evento “Le 4 stagioni di Scolacium”. L’argomento centrale del libro scritto a quattro mani è l’ulivo e l’olio da questo derivato. Il testo è diviso in due parti. La prima, composta da dodici capitoli, più letteraria, legata agli usi degli antichi popoli e alle loro tradizioni. Riferimenti sono stati presi dalla letteratura e dalle fonti storiche. La seconda parte è composta da sedici capitoli, presenta una serie di argomenti riguardanti le ultime frontiere sulla tecnologia di estrazione, packaging, effetti salutari, shelf life. Si conclude con un capitolo riguardante il germoplasma olivicolo calabrese, degno di interesse e divulgazione scientifica. “Già 2000 anni fa-hanno spiegato al folto pubblico Vatrano e Ranieri-si conoscevano ottime tecniche per la produzione di olio. Oggi in Italia si vive una fase di confusione legata alla volontà, spesso, di emulare la produzione spagnola, basata pero’ su modelli di coltivazione sub-intensiva con manodopera ridotta quasi a zero. Ma-ha osservato Vatrano ai nostri microfoni-orograficamente l’Italia non è la Spagna, di conseguenza non si possono raggiungere quei numeri in termini di quantità della produzione. Occorre, invece, puntare decisamente sulla qualità”.

RTC-GDC

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