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La Cgil: la Regione non si appiattisca sulle evanescenti politiche del Governo

CATANZARO. La Cgil Calabria auspica “una svolta nelle politiche e nelle squadre di governo nazionale e regionale”. “L’esito elettorale appena concluso – si legge in un documento – apre seri problemi di riflessione sulla situazione del Paese e della Calabria e rispetto all’azione del Governo, della Regione, del più importante partito italiano”. La Cgil chiede “un radicale cambio di passo nella politica economica del Governo, per fronteggiare le crescenti ingiustizie sociali, la crescente precarietà e disoccupazione, una azione per il Sud evanescente e propagandista. Pesano i mancati rinnovi dei contratti in generale e del Pubblico Impiego in particolare, un sistema pensionistico con crescente ingiustizia nei confronti dei giovani e un aumento sproporzionato dell’età pensionabile che danneggia i lavoratori più anziani e non favorisce l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Le politiche finora seguite dal Governo non fanno uscire il Paese dalla crisi e lo stesso Governo è fonte di crescenti lacerazioni e contrapposizioni e divisioni nel corpo della società. È urgente cambiare politica – si legge – da parte del Governo, interpretare le crescenti ingiustizie sociali, fare un bagno di umiltà, cambiare anche squadra di Governo. Gli effetti di questa politica pesano negativamente anche sulla Calabria, ai quali si aggiungono errori, limiti e inadeguatezze del quadro politico di Governo. L’azione di rinnovamento e di rilancio della Regione, anche se ben impostata, trova ostacoli profondi nella macchina amministrativa, in una distanza tra annunci e realizzazioni, nessun effetto sulla ripresa dell’occupazione e della crescita, mentre rimangono al palo questioni strategiche come la Sanità, i trasporti, il nodo di Gioia Tauro, una più decisa accelerazione delle realizzazioni dei fondi comunitari”. Secondo la Cgil “l’accentramento di funzioni di settori strategici per le politiche di crescita non aiutano il contesto. Ma limite più grave è la distanza per le delusioni provocate negli anziani, i giovani e la crescente fascia della povertà con annunci successivamente disdetti e poi mai realizzati con effetti sull’aumento dell’astensionismo, qualunquismo e del rifiuto della politica. Occorre una svolta nelle politiche finora fatte, nella capacità di realizzazione, nella stessa squadra di Governo, in un minore “appiattimento” sulle politiche evanescenti del Governo verso il Sud, come dimostra la questione di Gioia Tauro e recuperare l’entusiasmo della prima fase. La Cgil – è scritto – pur impegnata in una discussione interna che ha come finalità il rinnovamento delle politiche contrattuali e di lavoro, di realizzazione degli obiettivi organizzativi scaturiti dalla recente Conferenza d’Organizzazione, dalla promozione a tutti i livelli (a cominciare dai luoghi di lavoro) di una nuova leva di dirigenti giovani, aprirà una discussione profonda e seguirà l’evoluzione delle scelte politiche a tutti i livelli, consapevoli dell’importante compito che ci è davanti, confortati dalla consapevolezza e dalla responsabilità che abbiamo verso i giovani, i lavoratori e i pensionati e verso la società calabrese tutta”.

 

 

 

 

 

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