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Inchiesta Parco Romani, il Pm: “Trasmettere gli atti alla Procura”

Inchiesta Parco Romani, il Pm: “Trasmettere gli atti alla Procura”

CATANZARO. Il pubblico ministero, al termine dell’udienza del processo su “Parco Romani”, ha chiesto al collegio giudicante di trasmettere gli atti in Procura per le valutazioni di competenza. Si è conclusa così l’udienza del processo con rito ordinario che vede imputati l’ex sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo (difeso dall’avvocato Nicola Cantafora), il consigliere comunale Giulio Elia (difeso dall’avvocato Antonio Lomonaco), l’ex dirigente del Comune Biagio Cantisani (difeso dall’avvocato Carlo Petitto) e l’ingegnere Gaetano Romani (difeso dall’avvocato Piero Mancuso). Presente in aula anche l’avvocato Raffaele Mirigliani che rappresenta il Comune che ha deciso di costituirsi parte civile solo per la posizione di Romani. L’avvocato Lomonaco ha chiesto la nullità del decreto che dispone il giudizio, in quanto nell’atto notificato mancano le pagine riguardanti i capi di imputazione contestati al suo assistito. L’avvocato Petitto ha invece sollevato un problema di competenza del tribunale. Per il legale il processo deve essere trasferito al tribunale di Salerno in quanto tra le parti offese individuate dalla Procura vi è l’intera comunità catanzarese e quindi anche i magistrati che risiedono a Catanzaro e operano nel distretto. Anche l’avvocato Mancuso ha, infine, chiesto la restituzione degli atti al gup per la troppa genericità del capo di imputazione che riguarda Gaetano Romani. Il pm Rapino ha chiesto ai giudici di rigettare tutte le istanze presentate dalla difesa pur spiegando che molti sarebbero i capi di imputazione mancanti nel decreto che dispone il giudizio. Il rappresentante della pubblica accusa ha concluso, quindi, chiedendo la trasmissione in Procura dei verbali dell’udienza tenutasi oggi e di quella tenutasi il 7 marzo scorso per le valutazioni di competenza. Si tornerà in aula il prossimo 1* ottobre. Al centro della vicenda giudiziaria ci sono i presunti illeciti legati al mai completato parco commerciale Romani e al tentativo di realizzarvi all’interno l’ente fiera del Comune attraverso un finanziamento di 5 milioni di euro del ministero dello Sviluppo economico. Si è invece già concluso con 4 condanne e tre assoluzioni il processo con rito abbreviato.

 

 

 

 

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