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Cotrolli della Polizia provinciale di Cosenza sulla caccia: denunce e sequestri

COSENZA. Gli agenti della polizia provinciale di Cosenza, sotto il coordinamento della comandante Maria Antonietta Pignataro, hanno condotto diverse operazioni sul territorio di competenza. In primo piano gli interventi di prevenzione e repressione del bracconaggio in Sila. I poliziotti in servizio al distaccamento di San Giovanni in Fiore, in località Piccirillo agro di Celico, hanno sorpreso in fragranza di reato un uomo di Cosenza che stava praticando la caccia alle allodole servendosi di un piccolo richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico. Il personale intervenuto ha rinvenuto anche la fauna abbattuta, tra cui alcuni esemplari di “pispola”, considerata specie particolarmente protetta. Dopo l’identificazione è stato eseguito il sequestro penale di un fucile calibro 12, di 42 munizioni, del richiamo e di cinque capi di selvaggina abbattuta tra allodole e pispole. Tutto il materiale è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria competente, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Cosenza e dovrà ora rispondere del reato di esercizio della caccia facendo uso di richiami vietati oltre all’abbattimento di specie particolarmente protetta. Ancora prima di tale operazione, gli stessi agenti in servizio al distaccamento di San Giovanni in Fiore avevano individuato in località Lagarò, agro di Celico un uomo residente in provincia di Brescia, intento ad esercitare la caccia alle allodole mediante l’uso di un piccolo richiamo acustico del genere vietato. Anche in questo caso erano stati sottoposti a sequestro penale il fucile, 150 munizioni, il richiamo e la selvaggina abbattuta con relativa denuncia dell’uomo alla competente Procura della Repubblica di Cosenza. I poliziotti del distaccamento di San Giovanni in Fiore, nel solo mese di ottobre, hanno individuato e denunciato quattro persone per reati in materia di bracconaggio. Analoghi divieti sono stati applicati nei riguardi di cacciatori sorpresi a svolgere attività venatoria nella riserva naturale biogenetica di “Iona – Serra della Guardia” in pieno altipiano silano.

 

 

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