Autonomia, l’affondo delle Regioni sul referendum

La galassia delle Regioni contrarie all’autonomia differenziata a firma Roberto Calderoli accelera sul referendum abrogativo. Una notizia attesa, visto che era già stata annunciata la nascita di un Coordinamento tra i territori dem (Emilia Romagna, Campania, Puglia e Toscana) e M5s (Sardegna) per scrivere un testo condiviso e ‘inattaccabile’ da sottoporre alla Consulta. Tra giovedì e venerdì le cinque Regioni terranno una riunione per esaminare il testo che dovrà essere inviato alla Consulta ma intanto si è rifatto sentire il governatore veneto Luca Zaia che sull’autonomia parla di mera “applicazione della legge”. Una risposta al ministro FdI per la Protezione civile Nello Musumeci che lo aveva chiamato direttamente in causa, definendo la sua una “richiesta precoce” e confermando la presenza di “perplessità” all’interno della maggioranza di governo che ha votato quella riforma. Sul piede di guerra molti Comuni calabresi, in pressing sul governatore Roberto Occhiuto. I sindaci delle cinque città calabresi capoluogo hanno ancora una volta invitato il presidente della Regione, Occhiuto, ad abbandonare ogni ambiguità: “I territori che chiederanno il referendum abrogativo da soli bastano, ma la Calabria non resti a guardare e si associ a queste Regioni”, hanno scritto. E il segretario regionale del Pd, Nicola Irto, sottolinea come “le fughe in avanti del Governatore del Veneto, Zaia confermano la volontà della Lega di spaccare in due l’Italia. E intanto anche in Calabria il Pd, il M5S, Azione e varie associazioni annunciano la mobilitazione per la raccolta delle firme per il referendum.