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Ndrangheta in Val d’Aosta: annullata la confisca dei beni di Antonio Raso

Ndrangheta in Val d’Aosta: annullata la confisca dei beni di Antonio Raso

La Corte di cassazione ha annullato il decreto di confisca dei beni del ristoratore Antonio Raso, coinvolto nel processo Geenna sulla ‘ndrangheta in Valle d’Aosta, rinviando alla Corte d’appello di Torino per un nuovo giudizio. La confisca, che era stata disposta il 12 aprile 2021 dalla sezione misure di prevenzione del tribunale ordinario di Torino, riguardava le quote appartenenti a Raso della società che gestisce il ristorante La Rotonda di Aosta, un appartamento, un’autorimessa, due autovetture, tre conti corrente (dei quali uno al 50%) e il saldo attivo di due carte prepagate. In quel decreto i magistrati ritenevano “definitivamente accertata una sproporzione ingiustificata tra i beni per i quali si propone il sequestro e i redditi dichiarati ovvero l’attività economica” di Raso “e del suo nucleo familiare”. La Dia aveva già sequestrato i beni nel dicembre 2019. Per l’eventuale revoca della misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza che lo stesso decreto aveva disposto per quattro anni occorrerà invece attendere il giudizio di merito.

 

 

 

 

 

 

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