Occhiuto: “Marcinelle è il simbolo della dolorosa emigrazione italiana”

“Oggi ricorre il 67mo anniversario della tragedia della miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, in cui persero la vita 262 operai, di cui la metà italiani e molti originari della Calabria. Marcinelle è uno dei simboli della triste e dolorosa storia dell’emigrazione italiana, in cui anche generazioni di calabresi lasciarono le proprie case e i loro cari per scappare dalla povertà in cerca di un futuro migliore. Ricordiamo il dramma di quell’8 agosto 1956, le vittime e i feriti”. Lo ha affermato ieri in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “Come istituzioni è nostro compito – aggiunge Occhiuto – non consentire che simili disastri possano ripetersi. Da parte mia e della Giunta che rappresento c’è il massimo impegno per migliorare giorno dopo giorno, il più possibile, le condizioni di sviluppo economico-sociali della nostra regione, affinché nessuno debba sentirsi più costretto ad abbandonare la sua terra per inseguire una vita dignitosa”. “Da parte del Governo italiano, un forte segnale di attenzione e di rispetto per le tante vittime italiane che persero la vita nella tragedia di Marcinelle nel 1956”. A sostenerlo in una nota è l’eurodeputato Denis Nesci (Fdi-Ecr). “La presenza del vicepremier Antonio Tajani, con la famiglia Reale del Belgio, alla commemorazione del tragico evento dell’esplosione della miniera a pochi chilometri da Charleroi -aggiunge Nesci- rende onore alla memoria degli emigrati del Sud Italia. Nel 1956, nella miniera di carbone di Marcinelle, di Bois du Caizer, un cortocircuito causò un incendio che portò alla morte 262 persone. Solo in dieci si salvarono. I minatori rimasero senza via di scampo, soffocati dalle esalazioni di gas. Dei 262 operai morti, ben 136 erano italiani. E di questi 136 emigrati italiani quasi tutti erano provenienti dal Mezzogiorno d’Italia. La metà erano abruzzesi e buona parte erano calabresi originari di Reggio Calabria, Cosenza, San Giovanni in Fiore, Caccuri, Cerenzia, Castelsilano, Santa Severina, Roccabernarda, Savelli, Scandale, di tutta la Sila e dell’intero Marchesato di Crotone”.